Anche Montecarlo e Paul Ricard in bilico

La stagione sta entrando nel vivo e ha ancora molto da raccontare, ma ai piani alti si guarda già al futuro. L’idea sembra chiara, con una F1 sempre più aperta a nuovi mercati e appassionati, basti pensare all’introduzione nella prossima stagione del GP di Las Vegas. Ogni scelta ha però delle conseguenze e parrebbe che a farne le spese possano essere le corse del vecchio continente.

Le ultime indiscrezioni suggeriscono un calendario 2023 strutturato su 24 gare, con la riduzione delle gare europee a 8. Constatando che sono già 7 i circuiti confermati da contratto, l’ultimo posto sarebbe oggetto di contesa fra i GP di Francia, Belgio e Montecarlo. Quest’ultimo sembrerebbe il più quotato a rimanere nel Circus, a patto che accetti un contratto simile a quello degli altri eventi in lista e rinunci quindi a molti privilegi di cui storicamente gode, soprattutto a livello commerciale.

Tocca quindi rassegnarsi a un mondiale senza Spa? Non ancora: esistono ancora delle possibilità di vedere le monoposto sfrecciare all’Eau Rouge-Radillon. La prima consiste nel ritardo dei lavori a Kyalami, circuito situato in Sud Africa e nelle intenzioni dei vertici pronto a entrare a calendario proprio dal 2023. La seconda sarebbe l’incertezza della situazione in Cina, con il GP di Shangai a rischio per via delle frontiere ancora chiuse a tempo indeterminato.

In attesa di ufficialità, quel che è certo che i tempi stan cambiando e per molti appassionati di lungo corso sarà dura l’idea di rinunciare a circuiti che han fatto la storia di questo sport. La speranza è che l’aspetto sportivo non venga mai a diventare un aspetto secondario agli occhi degli organizzatori.