GPBaku, è il messicano Pèrez a vincere una gara leggendaria !

Baku, circuito magico che da oggi diventa leggendario visto le due partenze dalla griglia, una combinazione tra suspance e spettacolo senza eguali nella storia della F1. Alle quattordici puntualmente parte in pole il ferrarista Leclerc, pole che però dura solamente tre giri. Il giovane talento monegasco viene sorpassato da Hamilton, e con Verstappen si accende una sfida entusiasmante. Secoli addietro l’altro ferrarista Sainz jr. Le due monoposto del cavallino fanno subito un pit-stop a testa passando alle gomme bianche, e perdono terreno con Perez che inizia a guadagnare posizioni su posizioni.

Un gp nella norma, almeno così appare in una location formidabile quale Baku. Tutto nella norma sino al giro trenta, giro in cui Stroll si schianta a una velocità elevatissima, per fortuna nessuna conseguenza e pronta la safety car. La sfida per il podio è tra Hamilton-Perez-Leclerc, a tutto gas! Non è tutto qua, a due giri dalla fine accade l’impensabile: Verstappen sbatte e perde il primo posto a gara ormai vinta, e dai piani alti arriva la decisione clamorosa di interrompere la gara.

L’attesa sembra infinita, e dopo quasi una mezz’ora si riparte dalla griglia di partenza con Hamilton che esce subito. A conquistare il GP di Baku è il messicano Red Bull Sergio Perez, secondi e terzi Vettel-Gasly, con il pilota tedesco che torna sul podio dopo Turchia 2020. Leclerc si consola con un amaro quarto posto, che non serve a granchè, ottavo Sainz jr.

Foto Wikipedia.

F1, tra le bandiere rosse la spunta una rossa

Charles Leclerc conquista la pole position numero 9 in carriera con un super giro nel q3. Decisiva la scia sul rettilineo principale della Mercedes di Lewis Hamilton davanti. Il monegasco ottiene la seconda pole consecutiva dopo quella a Monaco, sperando in un finale diverso dall’ultima gara, con il ritiro durante il giro di posizionamento in griglia.

Chi ne esce sconfitto sono le due RedBull di Verstappen e Perez: la bandiera rossa provocata da Tsunoda a pochi secondi dalla fine li ha relegati, da favoriti, in terza e settima posizione. L’olandese si troverà davanti Hamilton, autore di una grande qualifica a discapito di una macchina in difficoltà come già mostrato a Monaco. Gasly, Sainz e Norris ai piedi del podio, mentre chiudono i primi 10 Tsunoda, Alonso e Valtteri Bottas.

Escluso ancora dalla q3 Daniel Ricciardo, a muro in q2 e costretto al ritiro con annessa bandiera rossa; l’australiano partirà 13mo. Male anche le Aston Martin, con il ritiro di Stroll (prima bandiera rossa della sessione) e Sebastian Vettel, escluso per pochi millesimi. Chiuderà il gruppo Antonio Giovinazzi, ventesimo e senza nessun tempo a causa di un incidente in q1.

Appuntamento a domani, alle 14:00 per la quarta edizione del Gran Premio d’Azerbaijan.

F1, un giro a Baku

La gara di Monaco passerà alla storia: per la prima volta dall’introduzione dei motori ibridi, il team Mercedes si ritrova secondo; Max Verstappen è leader del Mondiale per la prima volta in carriera. Lewis Hamilton ha fatto fatica lungo tutto il weekend e ha chiuso solamente con un settimo posto; il campione in carica non vede l’ora di tornare sul podio e, possibilmente, sul gradino più alto. Tra le sorprese riscopriamo Sebastian Vettel, autore di un doppio sorpasso in uscita dai box decisivo per il quinto posto finale. La gara, inoltre, sarà ricordata con piacere da Carlos Sainz, il quale ha trovato il suo primo podio in Ferrari.

La sesta tappa del Mondiale di F1 2021 ci porta in Azerbaigian, precisamente a Baku, nella capitale: da un circuito cittadino ad un altro, sebbene, tra i due, vi sia una sostanziale differenza: la velocità media. Il circuito che percorre Baku è stato studiato per mostrare i migliori scenari della capitale offrendo così una visuale sul lungomare e sulla città vecchia, con il castello che ospita la curva più difficile di tutto il Mondiale. A piloti e meccanici il compito di valutare e scegliere il miglior assetto per la gara: scaricare la macchina e raggiungere velocità elevate nel primo settore costituisce una strategia favorevole al sorpasso sul lunghissimo rettilineo di 2,2 km; la strategia opposta prevede l’innalzamento del carico aerodinamico in modo da avere una vettura più stabile e precisa nelle strette curve del settore centrale. Il circuito si estende per 6,003 km, terzo per lunghezza totale dopo Spa e Geddah, e presenta 20 curve: 12 a sinistra e 8 a destra. Con l’ausilio della foto, analizziamo in breve un giro a Baku.

Le prime 7 curve sono tutte a 90°, offrendo un primo settore a velocità elevatissime fino alle curve 5 e 6, sinistra-destra che immette nel piccolo rettilineo prima di curva 7. Il castello (curve 8, 9, 10 e 11) rappresenta un vero e proprio imbuto all’interno della pista, con i piloti che al tempo stesso dovranno essere precisi e coraggiosi per non sbagliare: finire lunghi qui vuol dire ritiro immediato con annessa bandiera rossa. Dopo curva 12 si percorre una leggera discesa fino alla 16, curva in cui è fondamentale portarsi esterni, quasi al muro, per riuscire a trazionare al meglio e portare quanta più velocità possibile nelle curve 17, 18 e 19, da percorrere in pieno, e sul rettilineo principale, andando ben oltre i 340 km/h prima della staccata di curva 1.

Il Gran Premio d’Azerbaigian arriva alla sua quarta edizione: poca storia ma ben quattro vincitori diversi nelle quattro altrettanto gare disputate, inclusa quella valevole come “Gran Premio d’Europa” del 2016: Rosberg, Ricciardo, Hamilton e Bottas. Il finlandese detiene anche il record della pista con un 1’40’’495, tempo siglato nelle qualifiche del 2019.

L’atipico circuito cittadino di Baku diventerà occasione per aspettarsi qualcosa in più da Sergio Perez, due volte sul terzo gradino del podio nel 2016 e nel 2018; stesso discorso per Stroll, il quale ha trovato, qui, il suo primo podio con la Williams nel 2017. Infine, Daniel Ricciardo cercherà di tornare nel gruppo di quelli davanti dopo le ultime anonime uscite, in un circuito in cui il motore Mercedes della McLaren può fare la differenza. Non staranno sicuramente a guardare le rosse di Leclerc e Sainz, pronte a dare il meglio in un weekend che ha portato la brutta notizia dell’annullamento del Gran Premio di Singapore, tracciato in cui la Ferrari, visti i super tempi registrati a Monaco, avrebbe potuto mostrare tutto il suo potenziale. Appuntamento a sabato per le qualifiche ufficiali e a domenica per la quarta edizione del Gran Premio d’Azerbaigian.

Fonti e foto: Wikipedia.

GP Montecarlo, magra consolazione Sainz jr.

Il podio che non ti aspetti, ma che rallegra Il cuore. Verstappen capitalizza i guai tecnici di Leclerc, e l’inesperienza di Hamilton prendendosi di diritto la coppa d’oro del principato. Secondo Sainz sulla Ferrari, e terzo Il brillantissimo Norris su Mc Laren. Come detto sopra Hamilton sembra un fantasma, al quanto che non riesce nemmeno a prendere Gasli, ed addirittura viene beffato da Vettel. Bottas viene fermato al Pit stop quando era secondo da un dado ruota. Verstappen primo nel mondiale, e Red Bull prima costruttori.

Foto Wikipedia.

Articolo Stefano Roli.

GP Montecarlo, strepitosa pole per Leclerc tra l’euforia del pubblico di casa !

La Ferrari conquista la pole position che ha preparato già da giovedì scorso. Sainz fa La seconda fila dietro Verstappen, e davanti a Bottas. Hamilton sempre opaco qui partirà settimo. Da verificare i danni riportati dalla rossa numero 16 dopo Il contatto con le barriere alle piscine, potrebbe avere guai al cambio con conseguente penalità (in caso di sostituzione). Speriamo vivamente di no.

ARTICOLO STEFANO ROLI

Foto Wikipedia.

F1, un giro a Monaco

Il campione in carica, Lewis Hamilton, ha completato una vera e propria impresa in Spagna: quando tutti i tifosi davanti al televisore erano pronti a dare per spacciata la Mercedes, complice un pit stop di troppo, il pilota inglese ha invece sorpreso tutti quanti iniziando a registrare tempi sul giro da record fino a raggiungere e sorpassare il leader, Max Verstappen. Una gara emozionante, in un circuito in cui da troppi anni ci si annoiava, resa carica di emozioni dall’ormai consueto duello tra Mercedes e Redbull.

La quinta tappa del Mondiale di F1 2021 ci porta nel Principato di Monaco, la piccola città-Stato confinante con la sola Francia. La lussuosa Monte Carlo si sta preparando ad ospitare, proprio sulle sue strade, il celebre Gran Premio di Monaco, svolto sul circuito cittadino di Monte Carlo. Questo tortuoso tracciato rappresenta un vero e proprio banco di prova per i piloti, in quanto si nascondono moltissime insidie ad ogni singolo metro. Fondamentale sarà il lavoro dei meccanici per preparare le vetture al meglio: altissimo carico aerodinamico, una maggiore altezza da terra e lavoro sulla gradazione dello sterzo sono solo alcuni dei parametri da impostare alla perfezione. I piloti, inoltre, per tutto il weekend dovranno spingere il più possibile ed essere al tempo stesso architetti maniacali per impostare ogni singola curva, ogni singola pressione sull’acceleratore. Sbagliare, qui, significa muro e, con ogni probabilità, ritiro. Le 19 curve, di cui 8 a sinistra e 11 a destra, non lasciano spazio a sorpassi o distrazioni. Con l’ausilio della foto, analizziamo ora in breve il circuito cittadino monegasco.

Arrivare in testa al gruppo dopo la Sainte Devote può risultare fondamentale per la vittoria: la pista è davvero stretta e alla prima curva il rischio di contatto e di rottura dell’ala anteriore è altissimo. Il piccolo rettilineo in salita ci porta al tornante che si chiude con la curva Casino. Alla Mirabeau Haute si porta la frenata fino in curva, mentre in uscita di curva è vietato andare full gas per evitare di perdere il controllo della vettura. Giù in discesa verso la curva più lenta dell’intero mondiale, la curva del Grand Hotel Hairpin, da percorrere a circa 50 km/h. La curva Portier lancia i piloti nel punto più veloce del tracciato, la curva 9 sotto il tunnel. Ancora in discesa verso la difficile curva 10, nella quale i piloti azzarderanno spesso un sorpasso in staccata, con il rischio elevato di contatto con il pilota davanti. L’ultimo settore è da percorrere tutto d’un fiato, soprattutto nella curva Piscine, un cambio di direzione a velocità elevata. A La Rascasse si ritarda il punto di corda e si sta larghi affiancando le barriere sulla sinistra per preparare al meglio l’ultima curva, l’Anthony Noghes.

La gara non si è corsa lo scorso anno a causa della pandemia; il Gran Premio di Monaco arriva domenica alla sua 67° edizione. Il giro più veloce è stato siglato dal campione in carica nelle qualifiche del 2019, con un 1’10”166. Il pilota più vincente è stato il grande Ayrton Senna con 6 successi, seguito da Schumacher e Hill a quota 5. Tutti i più grandi hanno vinto qui, lo sa bene Charles Leclerc, il quale non è mai riuscito a passare sotto la bandiera a scacchi nel GP di casa. Le due Ferrari, inoltre, sono riuscite a conquistare le prime due posizioni nelle prove libere, segno di una Scuderia stufa di stare a guardare e pronta a dire la sua in una gara dove può succedere davvero di tutto.

La F1 è pronta a riaccogliere una delle gare più suggestive nella storia di questo sport. Un weekend che, grazie ad un circuito old-style, ci fa tornare nel passato. A favorire questo tuffo nella storia contribuirà la livrea speciale della McLaren per celebrare la storica collaborazione con Gulf Oil. Il 50% della gara si deciderà sabato per conquistare la pole position più importante della stagione. I pit-stop costituiranno infine un’ottima occasione di sorpasso, perciò le scuderie faranno numerose prove di velocità con i propri meccanici. Appuntamento assolutamente da non perdere sabato con le qualifiche ufficiali, le quali saranno solo un piccolo assaggio in occasione di domenica, con il ritorno del circuito in cui, più di tutti gli altri, talento e concentrazione saranno fondamentali per tagliare il traguardo prima di tutti gli altri.

Fonti e foto: Wikipedia.

GP Spagna, ancora amaro in bocca per le due Ferrari.

Si parte con il GP di Spagna davanti a mille spettatori. Il circuito è da tradizione molto interessante, e non delude le aspettative. In partenza Verstappen infila Hamilton in staccata, mentre Leclerc è terzo con un leggendario sorpasso all’esterno su Bottas. L’autoctono ferrarista Sainz delude le aspettative partendo male. C’è subito bisogno della Safety-Car per guasto tecnico alla Alpha Tauri di Tsnunoda. Verstappen è al comando, ma verso il cinquantesimo giro Hamilton cambia le gomme, si supera, e agguanta il primo posto, con Bottas terzo per la doppietta Mercedes. Il GP rimane molto emozionante visto il secondo posto del pilota olandese della Red-Bull, invece per la scuderia di Maranello un miracoloso quarto posto di Leclerc, e una settima posizione per Sainz. Solita amarezza, e tanto gap da colmare con le scuderie di testa Mercedes e Red Bull.. 

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GP Barcellona, sabato fiducioso per le due rosse

Prove tiratissime fino all’ultimo giro: Hamilton su Mercedes prende la 100sima pole position in carriera, secondo Verstappen, a pochi centesimi di distacco. Seconda fila per Bottas, e Leclerc che fa il miracolo mettendo la Ferrari dove nessuno pensava arrivasse. Buona anche la prestazione di Sainz, che fa sperare in una buona Gara domani sul circuito del Montmelo`.

ARTICOLO STEFANO ROLI, foto Wikipedia.

F1, un giro a Barcellona

Lewis Hamilton si è confermato re indiscusso del Portogallo centrando la seconda vittoria consecutiva sul tracciato di Portimao e consolidando così il primo posto in classifica. Vani sono stati i tentativi di Verstappen, il quale ha ceduto la posizione all’inglese dopo la Safety Car e non è più riuscito a riprenderlo. L’ultima gara ha anche evidenziato le difficoltà di Bottas, sorpassato prima dal suo compagno di squadra e successivamente dal pilota di punta della RedBull, arrivando terzo. Il finlandese, dopo la pole position in Algarve, proverà ad intromettersi in quello che, ad ora, pare sembrare un testa a testa destinato a protrarsi fino all’ultima gara, all’ultima curva di Abu Dhabi.

Per la quarta tappa del Mondiale di F1 2021 si resta nella penisola iberica: la gara si disputerà sul celebre Circuit de Catalunya. Situato a Montmelò, a circa 20 km a nord-est da Barcellona, il tracciato spagnolo è stato spesso utilizzato per i test invernali delle scuderie grazie alle sue caratteristiche differenti nei tre settori. La pista si distende per 4,675 km da percorrere in senso orario e presenta 16 curve, di cui 7 a sinistra e 9 a destra. La possibile presenza di sabbia sul manto stradale, unita alla conformazione della pista e al conseguente stress sulle gomme, in particolare sull’anteriore sinistra, costringe i team a fare precise valutazioni strategiche in base al meteo e alla temperatura dell’asfalto. Con l’ausilio della foto, analizziamo ora un giro sul circuito della Catalogna.

Uscire forti dal destra-sinistra delle prime due curve è fondamentale per il tempo sul giro, perciò è necessario allargarsi sulla sinistra del rettilineo principale per portarsi all’interno dopo curva 1 e controsterzare verso sinistra, dosando bene il gas in uscita per affrontare la lunghissima curva 3. Alla curva “Repsol” si frena tardi portando la vettura vicino al cordolo e accelerando appena superato il punto di corda, allargandosi sulla destra per la curva 5, zona utile per un sorpasso. In discesa verso curva 6, si stacca forte e si risale tra le curve 7 e 8, sfruttando completamente il cordolo, e ci si prepara ad affrontare curva 9 quasi in pieno. “La Caixa” offre un altro ottimo punto per un sorpasso in staccata. Da curva 11 a curva 16 serve molta precisione per preparare al meglio ogni ingresso di curva, soprattutto in funzione di quella successiva: la pista offre così un terzo settore davvero tecnico, dove una perfetta trazione può essere fondamentale per mettersi in scia del pilota davanti ed effettuare il sorpasso sul rettilineo principale sfruttando il DRS e l’ERS (i cavalli ibridi).

La F1 conferma il circuito di Barcellona per la 31° edizione di fila. Il record assoluto della pista fu siglato da Bottas nelle qualifiche del 2019 con un 1’15’’406. Lo scorso anno Hamilton dominò la gara distaccando il secondo, Verstappen, di ben 24 secondi. Il campione in carica, inoltre, vorrà centrare la pole position numero 100, sfuggita a Portimao per mano del suo compagno di squadra. Inoltre, Lewis Hamilton ha vinto le ultime 4 edizioni del Gran Premio di Spagna, dal 2017 al 2020: un’eventuale vittoria domenica lo porterebbe a quota 6 successi su questo circuito, eguagliando Schumacher. Proverà a fermarlo Max Verstappen, il quale conserva qui il dolce ricordo della sua prima vittoria in F1, nel 2016: una vittoria da record, la quale gli consente di essere ancora oggi il pilota più giovane ad aver mai vinto una gara in F1.

Sarà curioso, inoltre, seguire le battaglie appena giù dal podio, con McLaren, Ferrari e Alpine pronte a lottare per portare a casa più punti possibili. In particolare, la scuderia di Maranello e la neonata scuderia francese saranno spronate dai loro due piloti spagnoli: Carlos Sainz Jr e Fernando Alonso, i quali saranno concentrati e carichi per far bene nel loro circuito di casa. Appuntamento, come al solito, a domani per le qualifiche ufficiali e a domenica per la 63° edizione del Gran Premio di Spagna.

Fonti e foto: Wikipedia.

GP Portogallo, le pagelle del cavallino

Ferrari 5

Più ombre che luci. Le due rosse arrivano troppo lontane dal podio, senza quasi mai provare ad alzare l’asticella. Il Portogallo è amaro per la scuderia di Maranello, che proverà al risultato il prossimo week-end con il gp di Spagna, casa di Sainz jr.

Leclerc 5

Non spinge quanto dovuto: è bravo a non farsi superare si, ma allo stesso tempo non forza la presa per arrivare nei primi tre posti, sesto posto agro-dolce.

Sainz jr. 4,5

Parte bene, ma con il pit-stop perde troppo terreno. L’impegno non manca, e prova a riavvicinarsi al compagno di squadra. Sul finale però si lascia andare, ed è sfortunato, terminando la gara all’undicesimo posto. Il prossimo gran premio lo correrà in casa, cercando di arrivare sul podio.

Foto Wikipedia.