Finalmente si analizza una delle monoposto tanto attese, la Aston Martin ARM26 progettata da Adrian Newey, che presenta delle soluzioni tecniche interessanti, anche se la vettura inglese ha avuto dei problemi di prestazioni legati soprattutto alla power unit Honda.

Adrian Newey ha presentato una monoposto innovativa grazie alla sua mega esperienza che lo ha reso uno dei tecnici più vincenti della storia, bisogna vedere se le sue soluzioni possano fare la differenza perché tale incognita c’è sempre, pertanto lAMR26 ha fatto il suo debutto nei test di Barcellona e nella prima settimana in Bharain, proprio nella pista di Sakhir non ci sono stati buoni riscontri a causa di problemi alla power unit Honda che ha costretto sia Fernando Alonso e Lance Stroll a stare fermi ai box per molto tempo. Dal punto di vista aerodinamico Newey ha messo a punto delle valide soluzioni tecniche pertanto le pance presentato uno scavo non esagerato nella parte inferiore dello scivolo che precipita vistosamente verso il basso senza cercare l’undercut ottimizzano più che altro l’andamento dei flussi. La bocca dei radiatori trova una sorta di vassoio con una apertura abbastanza stretta allo scopo di ottimizzare l’efficienza, il tecnico inglese ha deciso di estremizzare la meccanica per favorire la prestazione aerodinamica, andando nella parte alta troviamo un cofano motore molto profilato e snello, con due appendici alari molto grandi vicino all’airbox.

Il muso tende a ridurre la resistenza all’avanzamento appare molto tozzo con due piloncini che sostengono l’ala anteriore con caratteristiche come sulla Mercedes, tutta l’ala si sostiene sul secondo elemento Newey ha fatto un lavoro meticoloso nel disegno delle sospensioni sia anteriore che al posteriore entrambi con disegno push rod. All’anteriore il braccio superiore è stato collocato sul bordo estremo del telaio e dietro si nota il puntone, mentre il secondo braccio è molto aperto come triangolo e scende tantissimo per cercare l’antidive, sul lato porta mozzo si trovano due bracci multi link che convergono nello stesso punto, aspetto interessante il braccio dello sterzo si trova dietro al triangolo, pertanto Newey ha portato alcune soluzioni che adottava quando era in Red Bull.

Al posteriore ha una parte del triangolo superiore si ancora sul pilone che sorregge l’alettone posteriore soluzione ripresta giù sulla RB19, vi è il triangolo inferiore è posizionato più avanti rispetto a quello superiore, tale soluzione serve a pulire i flussi d’aria ottimizzando l’efficienza e handling della monoposto, questo tipo si innovazione è unica nel suo genere pertanto de dovesse essere efficacie per i tecnici dei vari team sarà dura prenderne spunto.

Di Stefano Penner

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