Il marchio di Inglostad debuttante in Formula 1 ha svelato nei test pre season la R26 monoposto con soluzioni tecniche interessanti, ma alle prese con molti problemi di gioventù legati alla power unit.

L’Audi dopo tanti anni di pianificazione del progetto F1 finalmente ha fatto il suo debutto nella massima serie portando la r26, monoposto che presenta delle soluzioni tecniche interessanti analizziamole insieme. Nella zona laterale le pance che si presentano con una bocca dei radiatori con un disegno tradizionali molto stretti con un disegno verticale che seguono il telaio per ottimizzare il raffreddamento ma anche per migliorare l’efficienza aerodinamica, soluzione che si è già vista in F1 nei primi anni 90 con le Ferrari. La configurazione della pancia ha una linea che inizia molto in lata e precipita verso il basso, un aspetto interessante è l’attacco dello specchietto che a differenza delle altre squadre che c’è l’hanno attaccato alla pancia, i tecnici Audi lo hanno collocato all’esterno di essa.

Troviamo un airbox circolare ma la parte che serve a raffreddare le componenti meccaniche è di forma triangolare, il cofano motore appare molto bombato senza la pinna superiore come hanno gli altri team. Gli ingengeri Audi hanno presentato un ala posteriore con un profiklo principale molto scavato nella zona centrale ma iflap mobili quando si aprono hanno un andamento a freccia non in linea retta, possiamo constatare che è una soluzione tecnica interessante che potrebbe dare delle soddisfazioni alla squadra gestita da Mattia Binotto anche se il motore per il momento ha avuto molto probelmei di performance e affidabilità.

La parte anteriore vediamo un muso molto radente al suolo con due piloncino molto piccoli, nell’ala i due flap sono comandati da due attuatori uno per parte attaccati al profilo principale con un disegno molto rettilineo, tale configurazioni possono servire a pulire ulteriormente i filetti fluidi per incrementare la prestazione aerodinamica. Nella parte esterna nel footplane vi è una paratia che spinge l’aria verso l’esterno favorendo l’effetto outwash. L’Audi è partita con sospensioni molto basiche mantenendo push rod sia anteriore che al posteriore, però vi sono alcune differenza che la distinguono dagli avversari, non vi p il triangolo nella parte anteriore ma vi è un multilink. La R26 sembra una macchina che possa ottenere dei risultati entro i top ten anche se per motivi di gioventù saranno relegati a lottare per le posizioni di basse della classifica almeno per le prime gare del campionato.

Di Stefano Penner

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