F1, un giro in Emilia-Romagna

Tre settimane dopo l’entusiasmante gara inaugurale in Bahrain, la F1 è pronta a ripartire. Il campionato è cominciato alla grande per il campione in carica, Lewis Hamilton, il quale è riuscito a restare davanti ad un grintosissimo Max Verstappen. Il duello, però, è appena cominciato.

La seconda tappa ci porta subito in Europa, più precisamente a Imola, per il “Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna”. Imola è un comune italiano, si trova in provincia di Bologna, in Emilia-Romagna. L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari deve la sua nascita grazie all’ ESTI, un organismo privato che si occupò di raccogliere fondi ed investimenti per la creazione di un circuito permanente fortemente voluto dagli abitanti e dagli appassionati di corse automobilistiche. Dopo tre anni di lavori, il tracciato fu inaugurato nel 1953. Nel corso degli anni sono state apportate molti cambiamenti al layout della pista. In particolare, sono state aggiunte alcune chicane eliminando alcune curve da percorrere ad altissima velocità in seguito ad eventi tragici: tra questi vi è quello che nella storia della F1 viene ricordato come il “weekend nero”, quando, tra prove libere e gara, persero la vita Ratzenberger e Ayrton Senna, nel 1994.

Il circuito si distende per 4,909 km da percorrere in senso antiorario e conta 19 curve: 10 a sinistra e 9 a destra. La larghezza ristretta dell’asfalto rende molto difficile il sorpasso: nell’ultima edizione, lo scorso anno, in pista sono avvenuti solo sei sorpassi; sarà dunque ancora più importante, per i piloti, centrare il giro perfetto in qualifica e posizionarsi davanti in griglia di partenza. I punti più favorevoli per il sorpasso sono il rettilineo di partenza in prossimità della frenata di curva 2, e la “Tosa”, nome dato al tornante di curva 7, dove si può azzardare una traiettoria più larga per uscire davanti all’avversario sul tratto che porta verso curva 8. Sarà fondamentale, per i piloti, farsi trovare pronti ed essere rapaci a sfruttare un minimo errore in trazione o in ingresso curva del pilota davanti. Il lavoro di meccanici e piloti per trovare il miglior setup per la gara sarà decisivo: sarà data molta importanza alla riduzione del carico aerodinamico per raggiungere una maggiore velocità di punta; allo stesso tempo, però, bisognerà cercare di ottenere una vettura stabile per affrontare al meglio le curve da percorrere a piena velocità sfruttando bene gran parte dei cordoli piatti e tricolori presenti sul tracciato. Con l’ausilio della foto, analizziamo ora un giro sul circuito romagnolo.

La prima curva è semplicemente una leggera virata verso destra da fare in pieno per arrivare alla staccata di curva 2, per la quale si sta larghi andando a pizzicare sia il cordolo esterno che quello esterno, in modo da poter stringere subito e salire sul cordolo interno in curva 3 e uscire forti verso curva 4, da percorrere in pieno. Per la variante Villeneuve ci si comporta in modo simile alla variante precedente: larghi prima di pinzare leggermente i freni in curva 5, si porta la vettura tutta a sinistra, si affronta curva 6 frenando, subito dopo si sfrutta tutto il cordolo di uscita per prepararsi alla Tosa, da prendere larga ritardando l’apice e andando nuovamente ad utilizzare il cordolo in uscita per trazionare al meglio e accelerare al meglio sul breve tratto successivo, il quale presenta una curva cieca in salita, curva 8, da affrontare in pieno. Si tiene la destra per la Piratella, uscendo nuovamente forti sul cordolo esterno, poi giù in discesa verso il punto più ostico per i piloti, i quali dovranno stare attenti a non portare al bloccaggio le gomme. La zona delle Acque Minerali presenta una doppia curva verso destra: la prima, curva 11, si percorre full gas senza toccare l’apice in modo da tenersi ben larghi per l’insidiosa staccata di curva 12, per la quale sarà molto importante “mangiarsi” i cordoli per uscire forti da curva 13, in salita, e arrivare così alla Variante Alta. In curva 14 si porta la vettura completamente sopra il cordolo rialzato interno per poi sterzare e sfruttare per l’ennesima volta i limiti tricolori della pista. Giù in discesa in curva 17 e 18; per quest’ultima curva è di vitale importanza riuscire a sfruttare il cordolo esterno facendo però attenzione alla ghiaia: cadere in errore qui vuol dire perdere la posizione, rischiare il testacoda e usurare pesantemente le gomme di destra. L’ultima curva, la 19, si fa in pieno virando leggermente a destra verso il traguardo.

Il circuito di Imola arriva ufficiosamente alla sua 29ma edizione: nel 1980 prese il posto di Monza come “Gran Premio d’Italia”, mentre dal 1981 al 2006 fu denominato “Gran Premio di San Marino”. 14 anni dopo, nel 2020, è tornato in calendario come “Gran Premio dell’Emilia-Romagna”. Lo scorso novembre la Pole Position fu conquistata da Bottas con un 1’13”609; il finlandese arrivò secondo dietro al suo compagno di squadra, Lewis Hamilton. Verstappen fu costretto al ritiro dopo un grande sorpasso nei confronti di Valtteri Bottas. L’olandese vorrà fare di tutto per portare a casa la prima vittoria stagionale dopo quella mancata per pochi decimi di secondo tre settimane fa in Bahrain.

Chi vincerà il 101° Gran Premio svoltosi nella nostra penisola? Appuntamento a sabato con le qualifiche ufficiali e a domenica con i semafori pronti a spegnersi, i motori pronti a scaldarsi e i piloti pronti a darsi battaglia.