La pazza gara di Baku ha visto trionfare Sergio Perez: il messicano ha ottenuto la sua seconda vittoria in F1, la prima con la RedBull. Alle sue spalle un glorioso ritorno sul podio per Sebastian Vettel, autore di una grandissima rimonta dall’11mo posto, e Pierre Gasly, fenomenale con la sua AlphaTauri e concentrato a non concedere nulla a Leclerc nello sprint finale. Fuori dai punti i primi due piloti in classifica, con Verstappen ritirato a pochi giri dal termine per una foratura e Hamilton lungo in curva 1 alla ripartenza dalla griglia. Altra gara anonima per Bottas, con l’ombra di Russell sempre più ingombrante per il sedile della seconda Mercedes: le prossime gare potrebbero diventare decisive per il futuro del finlandese.

La settima tappa del Mondiale di F1 2021 ci porta a Le Castellet, un comune della Francia meridionale a soli 47 km da Marsiglia. Il Gran Premio di Francia si svolgerà sul circuito di Paul Ricard, circuito acquistato da Bernie Ecclestone nel 1999; usato soprattutto nei test, il tracciato prevede ben 167 configurazioni diverse in funzione della categoria. Caratteristiche le tanto criticate vie di fuga in materiale abrasivo rosse e blu, volte a rallentare le macchine in sostituzione dell’erba e della ghiaia. La pista è lunga 5,842 km da percorrere in senso orario e presenta 15 curve: 9 a destra, solo 6 a sinistra. I tre settori sono molto diversi fra loro; ciò costituisce un problema per i meccanici, i quali dovranno trovare il giusto compromesso per ottenere una vettura nel complesso performante in tutte le zone. Con l’ausilio della foto, analizziamo in breve un giro al Paul Ricard.

Nel primo settore è fondamentale sfruttare tutti i cordoli per dare più direzionalità all’anteriore, soprattutto nei cambi di direzione delle curve 3,4 e 5, preparando curva 6 allargandosi bene a sinistra e chiudere verso destra per il velocissimo secondo settore. Qui la differenza la fanno il motore, le ali scariche e la trazione in uscita da curva 9, fondamentale per il tempo sul giro: da questa curva, infatti, si percorre la pista in pieno fino a curva 11, da percorrere pinzando leggermente i freni lungo tutta la parabolica. Per il terzo settore fondamentale è la deportanza per restare incollati all’asfalto nelle lunghe curve che portano al traguardo. Ritardare il punto di corda in curva 12 permetterà ai piloti di avere una trazione migliore e, di conseguenza, una velocità maggiore da portare alla 14, curva insidiosa, con doppio punto di corda, da percorrere in funzione dell’ultima curva, stretta e stressante per la gomma anteriore destra: qui potremmo vedere i maggiori bloccaggi in gara.

Il Gran Premio di Francia arriva quest’anno alla sua 61° edizione, la diciassettesima sul tracciato a Le Castellet, terza negli ultimi quattro anni dopo l’annullamento causa Covid lo scorso anno. Dal suo ritorno nel 2018, Lewis Hamilton ha ottenuto due vittorie nelle due gare disputate. Il campione in carica detiene anche il record della pista in 1’28”319 (siglato nelle qualifiche del 2019) ma non il record di vittorie, con Schumacher e Prost difficilmente avvicinabili con 8 e 6 successi in Francia.

Cosa aspettarsi da questo weekend? Sicuramente la farà da padrona la sfida al vertice tra Verstappen e Hamilton, più che mai delusi dall’assurda gara in Azerbaijan e pronti a sfidarsi colpo su colpo, fucsia su fucsia, per ottenere la pole e per mettere il muso davanti dopo la prima curva. Occhi puntati poi sui due piloti di casa, Esteban Ocon e Pierre Gasly, decisi a far bene in patria, con il secondo che vorrà confermare quanto di buono mostrato a Baku, e il primo sollevato da un’Alpine in ripresa dopo una prima parte di campionato sottotono. Appuntamento a sabato pomeriggio per le qualifiche ufficiali e a domenica per l’edizione numero 61 del Gran Premio di Francia, presente in calendario sin dal 1950, al pari soltanto di Inghilterra e Italia.

Fonti e foto: Wikipedia.