Una sessione di qualifiche ricca di botti e colpi di scena quella andata in scena oggi sul circuito di Jeddah. Il circuito saudita, entrato nel calendario del circus la scorsa stagione e destinato a uscirvi dopo questa stagione, si è confermato tanto veloce quanto incline a favorire incidenti, fattore che anche in gara potrebbe rivelarsi decisivo.

Andando più nello specifico è Nicholas Latifi il protagonista del primo crash di giornata: a 10′ dalla fine del Q1 il pilota della Williams va a muro in curva 13. Necessaria la bandiera rossa, ma nessuna conseguenza per lui. A prendersi involontariamente la copertina di questa prima sessione è però Lewis Hamilton: il sette volte campione del mondo della Mercedes, partito davanti a tutti lo scorso anno, non supera clamorosamente il primo taglio, fatto che non accadeva da Brasile 2017 (quella volta a causa di un incidente). Solo quindicesimo tempo per lui, che si scusa via radio col muretto; dietro di lui Alexander Albon (Williams), Nico Hulkenberg (Aston Martin), il già nominato Latifi e lo sfortunato YukiTsunoda (Alpha Tauri), senza tempo per via di un guasto tecnico.

Nel Q2 è Mick Schumacher a far gelare il sangue a spettatori, tecnici e piloti: il pilota della Haas è andato a schiantarsi alla velocità folle di 230 km/h sul muretto fra curva 11 e 12. L’impatto violentissimo e una prima mancanza di risposte ai team radio (rottasi proprio per la violenza dell’incidente) hanno fatto pensare al peggio per qualche attimo, ma per fortuna Mick, trasportato comunque al centro medico per delle visite di controllo, non ha riportato gravi conseguenze.
La sessione, ripresa quasi un’ora dopo l’accaduto, si è conclusa con l’eliminazione, oltre che dello stesso Schumacher, di Lando Norris (McLaren), Ricciardo (Mclaren), Guanyu Zhou (Alfa Romeo) e Lance Stroll (Aston Martin).

Il Q3 torna finalmente a vedere protagoniste le prestazioni dei piloti, in particolare quella del messicano Carlos Perez (Red Bull), che grazie al suo 1’28″200 riesce a strappare la sua prima pole position della carriera. Vicinissimo il ferrarista Charles Leclerc (+0.025″), che precede il compagno Carlos Sainz (+0.202″) e l’altra Red Bull di Max Verstappen (+ 0.261″). Nessun altro riesce a scendere sotto il muro dell 1’29” ; in compenso dalla 6 alla 9 i vari Esteban Ocon (Alpine), George Russel (Mercedes), Fernando Alonso (Alpine), Valtteri Bottas (Alfa Romeo) e Pierre Gasli (Alpha Tauri) registrano tempi molto simili tra loro, con un distacco che oscilla fra +0.868″ e 1.054″. Leggermente più distaccata la Haas di Kevin Magnussen (+1.388″).

Dopo una qualifica così intensa ci aspetta una gara ancora più emozionante domani: la speranza è che a pagare il prezzo di questo grande spettacolo non siano gli stessi attori principali, i piloti.

Di Kevin Baschino

Foto: Oracle Red Bull Racing twitter