Charles Leclerc e Carlos Sainz, il giovane e ambizioso duo della Ferrari 2022

Dati alla mano, quella di quest’anno è la miglior partenza nella storia della Ferrari in Formula Uno: mai la scuderia di Maranello aveva fatto registrare la bellezza di 78 punti dopo solamente due gare. Certo, il sistema di assegnazione dei punti è più generoso rispetto al passato, ma questo non sminuisce le prestazioni della scuderia, frutto di un mix vincente fra piloti di alto livello e una vettura finalmente competitiva.

L’ottima partenza della Ferrari sta sotto agli occhi di tutti, ma gli appassionati di lungo corso del Cavallino sanno bene che per portare a casa il titolo ci vorrà molto di più: la costanza di rendimento. Impossibile non pensare all’avvio bruciante di Sebastian Vettel nella stagione 2017, quando nelle prime sei gare dell’anno portò a casa tre vittorie e altrettanti secondi posti; la seconda metà di stagione vide però un sensibile calo di prestazioni, contrapposto al salto di qualità del binomio Lewis Hamilton-Mercedes, vincitori rispettivamente del mondiale piloti e costruttori.

Qualche giorno fa il direttore sportivo Mattia Binotto è intervenuto in conferenza stampa proprio riguardo ai problemi evolutivi degli scorsi anni, rassicurando i tifosi dei miglioramenti apportati rispetto a quei tempi: «Da allora, abbiamo migliorato i nostri strumenti, la galleria del vento, le metodologie, il processo e il simulatore. Penso che oggi siamo molto più preparati rispetto al passato per fare il lavoro giusto anche in fase di sviluppo». Secondo lo stesso ds il vero fattore decisivo di questa stagione sarà il nuovo limite di spesa imposto alle scuderie per il miglioramento delle monoposto: «Ora abbiamo un budget cap che influenzerà il ritmo di sviluppo e penso che questo sia un punto chiave».

Importante sarà quindi dilazionare gli investimenti durante il corso della stagione («Non possiamo spendere tutto nelle prime gare») per migliorare quegli aspetti, come la velocità massima che possono rivelarsi decisivi nei corpo a corpo che decideranno la stagione. Non è un caso infatti che in una pista veloce come quella di Jeddah a trionfare sia stata la Red Bull di Max Verstappen, quasi 15 km/h più rapida rispetto alla Rossa di Charles Leclerc, almeno nel suo picco.

Le basi per portare a termine una grande stagione sembrano esserci, così come tanto è ancora il lavoro da fare: scopriremo solo alla fine se la Ferrari si dimostrerà una semplice lepre oppure una seria contendente al titolo.

Di Kevin Baschino

Foto: Scuderia Ferrari Twitter