La scoppiettante gara di Soči, complice la pista bagnata negli ultimi giri, ha negato la prima vittoria a Lando Norris, vicinissimo ad un’impresa dopo la Pole Position del giorno prima. La storia, invece, la scrive ancora una volta Lewis Hamilton, il quale, dopo le Pole, raggiunge la tripla cifra anche nella casella “vittorie”: 100 volte sul gradino più alto, incrementando così il record di sempre. Sorprende, però, la grandissima rimonta di Verstappen, partito ultimo e arrivato secondo, con Sainz che riporta la Ferrari sul podio.

La sedicesima tappa del Mondiale di F1 2021 ci porta in Turchia per ilFormula 1 Rolex Turkish Grand Prix 2021. Ci troviamo a Tuzla, un distretto della periferia di Istanbul, sul lato orientale della città. Qui, nel 2003, iniziarono i lavori per la costruzione del tracciato che fu completato e inaugurato nell’agosto del 2005. L’ Intercity Istanbul Park segue le forme dell’area collinare su cui sorge, con diversi saliscendi e curve iconiche, come l’interminabile curva 8. 5,338 km da percorrere in senso antiorario, conditi da 14 curve, di cui 8 a sinistra e 6 a destra. Con l’ausilio della foto, analizziamo, in breve, un giro all’ Istanbul Park.

Per curva 1 ci si tiene ben larghi andando giù in discesa sfiorando il cordolo interno e trovando subito la migliore trazione in uscita per percorrere al meglio la lunga curva 2, in salita verso destra. Curva 3 si percorre cuciti al cordolo interno per ritrovarsi larghi a sinistra per la curva a gomito successiva. Curva 5 si percorre lentamente allargandosi e preparando al meglio la 6, fondamentale per uscire forti sul rettilineo in discesa che culmina nel tornante di curva 7. Si aggancia il gas a centro curva per arrivare il più slanciati possibile all’iconica curva 8, con ben quattro punti di corda da andare a pizzicare con l’anteriore sinistra. Giù di nuovo in discesa verso curva 9, staccata importante col rischio di bloccaggio all’anteriore. Subito una controsterzata verso destra e in salita in cui ci si mangia il cordolo interno e poi via verso curva 11, a piena velocità. Il giro si chiude con una sequenza di tre curve lente, da percorrere una in funzione della successiva, lentamente e con estrema precisione, favorendo la trazione in uscita alla 14, andando a tagliare il traguardo il più in fretta possibile.

Il Gran Premio di Turchia raggiunge domenica la sua edizione numero nove, dopo quelle tra il 2005 e il 2011 ed il ritorno lo scorso anno. Nel 2020 la pioggia ci regalò una gara avvincente, con la Pole di Lance Stroll sulla sua Racing Point; a vincere, però, fu Lewis Hamilton, il quale si prese la vittoria e ottenne così il suo settimo mondiale, eguagliando il record di Schumacher. Vettel riuscì ad ottenere il terzo posto, ultimo lampo nella sua parentesi Ferrari, grazie all’errore di Leclerc in curva 12, lungo per tentare il sorpasso su Perez all’ultimo giro.

L’asfalto “saponetta” dell’anno scorso sembra un lontano ricordo, anche se incombe il dubbio pioggia per la gara. Dopo Leclerc, la Ferrari monta la nuova Power Unit anche sulla monoposto di Sainz Jr, il quale partirà così dall’ultima casella. Il primo colpo di scena, però, lo compie la Mercedes: Lewis Hamilton subirà una penalità di dieci posizioni in griglia per aver sostituito il motore endotermico. Occasione dunque ghiotta per Max Verstappen, per l’occasione con la livrea bianca omaggiando Suzuka, il quale cercherà di recuperare lo svantaggio di due punti dal campione britannico. Siamo pronti per l’ennesima battaglia tra i due rivali. Appuntamento a domani con le qualifiche ufficiali e a domenica per la 9° edizione del Gran Premio di Turchia.

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