Che vinca il migliore è la frase che tutti hanno detto prima del championship decider di Abu Dhabi, ultimo atto del Mondiale di F1 2021. Lewis Hamilton e Max Verstappen si sono contesi il titolo fino all’ultimo giro, una lotta che dal punto di vista strategico non è stata alla pari in seguito alla Safety Car entrata a pochi giri dalla fine per rimuovere la vettura di Nicholas Latifi (Williams).

SuperMax ha è salito per la prima volta sul tetto del mondo al termine di una corsa che come sempre lascia tantissime polemiche… troppe. I fatti da segnalare nella finale sono due: il primo e l’ultimo giro. Andiamo con ordine con la polemica che si è scatenata in curva 6 quando, il #33 del gruppo, ha provato un disperato attacco ai danni di Hamilton. Quest’ultimo ha tagliato la curva, non poteva fare altro visto che è stato portato al Dubai International Circuit da parte dell’avversario. Il problema della vicenda è di non investigare il post ‘incidente’, una situazione al limite visto che il britannico ha visibilmente allungato sul rivale.

Michael Masi ed i suoi uomini hanno deciso di non investigare, hanno preso il provvedimento di stare il più neutrali possibili e la Virtual Safety Car entrata per rimuovere l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi è l’emblema di questa scelta. Passano ai minuti conclusivi con la clamorosa Safety Car che ha aiutato la Red Bull, mentre la Mercedes non aveva obiettivamente scelta (la track position era troppo importante).

Ripartenza e nuove polemiche con un format non chiaro e confusionario che lede alla serietà ed alla credibilità della massima formula. Non si può decidere a 5 curve dall’ultimo restart del Mondiale di F1 di prevedere lo ‘sdoppiaggio’ di alcune auto solo perché queste si trovano tra i due pretendenti per il titolo. Sainz non poteva attaccare Verstappen? Dove sta scritto? A quanto parte qualcuno arbitrariamente ha deciso una storia che poi si è risolta in curva 5, rinnovata rispetto al passato.

Ma non era più bello, dopo l’incidente di Latifi, avere una red flag come accaduto in quel di Baku con gli ultimi quattro o cinque giri tutti ad armi pari? Signori a voi la scelta, io so solo che certe cose al mondo solo in F1 si vedono. In North America, ad esempio, non sarebbe mai successo un fatto simile e questo crea incertezza, indecisione. Va bene lo spettacolo, ma questa non è la serie di Netflix che tanti ascolti ha fatto… è la realtà e non si può giocare.

Nota di demerito al comportamento di entrambe le squadre (Mercedes/Red Bull) che hanno per la seconda volta consecutiva contestato pubblicamente l’operato del direttore di gara che da arbitro dovrebbe essere al di sopra di tutti coloro che si trovano all’interno del paddock. Mercedes ora continuerà per vie legali, chi crede che sia sbagliato procedere per un minimo di ricorso mente perché chiunque l’avesse fatto.

Ultime due note per chiudere la stagione. Sainz batte Leclerc nella classifica generale, due domande forse andrebbero fatte in quel di Maranello in vista del prossimo anno quando non si può sbagliare. Da due anni non arriva un successo, un parziale negativo che non può essere annullato da un terzo posto nella classifica costruttori. Chiudiamo infine con un commento molto semplice. La F1 saluta infatti un campione come Kimi Raikkonen, onore e rispetto per un uomo di poche parole che ha fatto la storia della massima formula e che sicuramente sarà sempre nella nostra mente.

Articolo a cura di Luca Pellegrini, foto Wikipedia.