Ecco perchè il GP 2022 sarà diverso dai precedenti

È da prima del Covid, precisamente nel 2019, che il Circus più prestigioso al mondo non marca visita all’Albert Park: da allora il circuito di Melbourne ha cambiato look, subendo diverse modifiche in grado di influenzare pesantemente le prestazioni delle monoposto.

Innanzitutto è stato rifatto completamente l’asfalto. Ricordiamo che essendo un circuito cittadino il manto stradale è costantemente sottoposto a usura, oltre che essere molto scivoloso; durante il weekend col progressivo gommarsi della pista aumenterà il grip e le prestazioni.

Questo andrà influire sullo stress subito dall’impianto frenante: l’impegno è stato definito di livello medio dalla stessa Brembo, azienda che fornisce pastiglie e dischi alle monoposto del mondiale. Tre in particolare le curve più impegnative (3, 11 e 14), la prima delle quali prevede una decelerazione dai 301 km/h con cui la si approccia ai 104 km/h dell’uscita.

La stessa curva 3, insieme alla 1, alla 6 e alla 13, è stata allargata lateralmente così da poter permettere traiettorie più veloci ai piloti e maggiori possibilità di sorpasso. In quest’ottica è stata eseguita anche la modifica che balza più all’occhio, ovvero l’eliminazione della chicane fra curva 9 e 10. In questo tratto ora è presente un’altra zona abilitata all’utilizzo dell’ala mobile, che salgono così a quattro.

Tutte queste correzioni sembrano avere due scopi precisi: velocità e spettacolo. Se il primo sembra esser stato raggiunto (i simulatori stimano in ben 5″ in meno il giro veloce) per il secondo non resta che aspettare la gara.

Di Kevin Baschino

FOTO: F1 twitter