In dubbio il rinnovo del figlio d’arte con Haas

Mick Schumacher in azione a Monaco

Bisogna dirlo: l’impatto di Mick Schumacher in Formula Uno non è stato di certo dei migliori. Ormai è quasi un anno e mezzo che il figlio di Michael solca i tracciati del Circus e la casella dei punti guadagnati è ancora vuota. D’altro canto stiamo parlando di un pilota che ha vinto tutto nelle categorie inferiori e il mezzo a sua disposizione non è fra i più competitivi. Proviamo allora ad analizzare pro e contro di una sua possibile riconferma.

Perchè sì? Sprazzi di miglioramenti e discreti giri secchi

Tutto sommato il rendimento è in crescita: basti pensare che mentre l’anno scorso aveva chiuso solamente tre GP al di sotto del 16° posto, in questo avvio di stagione è arrivato solo una volta oltre (17° a Imola. Il suo miglior piazzamento stagionale è l’11° posto in Bahrain, prima gara dell’anno, superiore rispetto al 13° posto raggiunto al massimo la scorsa stagione. Discrete le sue prestazioni in qualifica: per due volte è partito dalla decima casella, una delle quali frutto della sprint race proprio di Imola.

Perchè no? Cali di tensione e poca affidabilità

Forse vi starete domandando: «Bene, ma se a Imola partiva 10° come ha fatto ad arrivare 17°?». Nelle gare ci sono tanti fattori che incidono (come in quel caso specifico la pioggia), ma se Mick non è ancora mai riuscito a dar seguito anche a buone sessioni di qualifica non può essere un caso: la costanza, per ora, non sembra essere fra le sue doti. Anche il confronto col compagno di squadra non gli sorride: prendendo in considerazione le gare concluse da entrambi, Mick ha sì chiuso tre volte su cinque davanti, ma Kevin Magnussen ha messo in saccoccia ben 15 punti. Il punto dolente però sembrano essere proprio quelle gare mai portate a termine, se non neppure cominciate. Dopo i tre ritiri dell’anno scorso quest’anno è già andato a sbattere due volte, e anche in modo piuttosto violento: il botto nelle qualifiche in Arabia gli ha impedito di prender parte al GP mentre lo schianto di Monaco, con la vettura spezzata in due, ha spaventato più di qualche spettatore.

Insomma, al momento la situazione del pilota della Ferrari Driver Academy non sembra delle più rosee, ma il tempo per riscattarsi da qui a fine stagione c’è tutto. Riuscirà Mick a fare il salto di qualità o rimarrà schiacciato dal pesante cognome che si porta addosso? La risposta, come sempre, spetterà alla pista: prossimo appuntamento a Baku, Azerbaijan.

PHOTO: Haas F1 Team Twitter