Dopo soli tre giorni di test prestagionali, la F1 è pronta a tornare in scena. Lo scorso anno abbiamo assistito ad un campionato travolto dal Covid-19 e cominciato solo in estate, con l’annullamento del Gran Premio di apertura a Melbourne solo un giorno prima delle qualifiche ufficiali. Quest’anno saranno molte le novità, a partire dai piloti stessi.

Non è più notizia il trasferimento di Sebastian Vettel dalla Ferrari alla nuova Aston Martin color verde speranza; alla rossa è arrivato Carlos Sainz Junior, pronto a far coppia con Leclerc e a competere, tra gli altri, con un altro spagnolo, Fernando Alonso, il quale ritorna nel paddock in sella alla Alpine, ex Renault.

La McLaren conferma l’inglese Lando Norris e ingaggia l’australiano Daniel Ricciardo, mentre la Haas in un colpo solo fa tabula rasa e va in all-in puntando tutto su due giovani al loro esordio in F1. Il primo, Nikita Mazepin, vorrà cercare di far parlare di sé in maniera ben diversa rispetto alla bufera social scaturita da un suo video finito online in inverno; il secondo, Mick Schumacher, sa di dover tener conto della pressione mentale e mediatica derivata da quel cognome così troppo importante per questo sport. Mick, però, vincendo il campionato di F2 lo scorso anno, ha già mostrato di non trovarsi qui per caso o per motivi diversi dal suo talento.

Parziale cambiamento per entrambe le scuderie con motorizzazione Honda: in AlphaTauri il giovane Yuki Tsunoda prende il posto di Kvjat, mentre la RedBull sostituisce Albon con il messicano Sergio Perez, alla sua prima esperienza con un team importante.

“Squadra che vince non si cambia” e la Mercedes non ha nessun motivo per andare a ritoccare il suo reparto piloti, nonostante una telenovela infinita per il rinnovo di Lewis Hamilton, puntualmente arrivato. Confermato anche Valtteri Bottas, più che mai deciso a mettersi tra il suo compagno di squadra e il titolo di campione mondiale.

Confermati anche i due piloti Williams, Nicholas Latifi e George Russell, con il secondo che vorrà confermare quanto di buono mostrato lo scorso anno aggiungendo finalmente quella concretezza necessaria ad ottenere dei punti in campionato. Anche l’Alfa Romeo Sauber decide di affidare le proprie vetture ad “Ice-man” Kimi Raikkonen e all’italiano Antonio Giovinazzi, entrambi fenomenali in partenza lo scorso campionato.

Quest’anno gli appuntamenti saranno 23, uno in più del solito, sei in più rispetto ai soli 17 della passata stagione. Si parte domenica 28 marzo con il Gran Premio del Bahrain, mentre la gara finale si terrà il 12 dicembre, come di consueto ad Abu Dhabi. Per il secondo anno, dunque, il campionato non avrà inizio a Melbourne, gara cancellata nel 2020, semplicemente posticipata quest’anno.

Manca poco al primo spegnimento dei semafori, all’avvio di un campionato che sicuramente non potrà ancora definirsi normale, ma sarà ancora condizionato dall’ attuale situazione sanitaria in tutto il pianeta. Le mascherine personalizzate dalle scuderie faranno allora parte dell’abbigliamento dei piloti al pari delle tute e dei cappellini per le interviste e per i festeggiamenti sul podio. Inoltre, non ci saranno i tifosi sugli spalti a fare da cornice allo spettacolo in pista. Si preannuncia una stagione davvero interessante, segnata dal ritorno illustre di Alonso e l’approdo in F1 del figlio di Schumi, proprio nell’anno in cui Hamilton andrà a caccia del suo ottavo titolo per diventare così il pilota con più titoli mondiali di sempre, battendo proprio Schumacher fermatosi a sette. Ad insidiarlo ci proveranno in primis Bottas e Verstappen, entrambi desiderosi di succedere al trono di campione mondiale. Sarà intrigante vedere il potenziale della nuova Aston Martin, dove Vettel cerca nuova linfa e nuovi stimoli dopo sei anni di gioie e dolori con il Cavallino di Maranello. Mattia Binotto, dopo i tre giorni di test, ha detto che la velocità sul dritto non sarà più un problema per la Ferrari, ma è risaputo che le vere novità arriveranno solamente nel 2022 con il cambio del regolamento e l’introduzione delle vetture a “effetto suolo”. Dall’anno scorso la nuova Ferrari ha ereditato solo il colore amaranto della livrea in occasione del millesimo Gran Premio disputato, posizionato oggi nella parte posteriore della macchina.

Appuntamento a domenica, con tutti i tifosi Ferrari che sperano in futuro più roseo, o meglio, più rosso.

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