Nel Gran Premio d’Italia abbiamo assistito all’incidente tra Max Verstappen, e Lewis Hamilton, avvenuto con una dinamica molto particolare. La macchina dell’olandese è finita con la ruota posteriore destra, sopra la testa del pilota inglese della Mercedes. Per fortuna non ci sono state conseguenze per Lewis, possiamo proprio ringraziare l’Halo, la persona che lo ha inventato, e il presidente della FIA Jean Todt, che lo ha fortemente voluto a partire dal 2018. 

Analizziamo nel dettaglio come è fatto l’Halo. La sua struttura è costituita da un piloncino centrale anteriore e una semi corona (a forma di un aureola dall’inglese Halo), realizzata in titanio con un peso di 7 Kg, ma includendo i punti di attacco alla scocca all’interno nella fibra di carbonio, per un peso totale sale a 10 Kg. I test a cui è sottoposta la struttura sono molto severi. Nel punto più alto vengono simultaneamente applicate due forze, una verticale di dodici tonnellate, e una frontale di cinque tonnellate. Sulla parte centrale dove sono collocati i due semi archi laterali, viene applicata una forza trasversale perpendicolare all’asse longitudinale della  monoposto, equivalente a dieci tonnellate. Simultaneamente ad una frontale diretta verso il posteriore, viene applicata nello stesso punto, pari a nove tonnellate. Ogni team rifinisce la struttura in titanio con della fibra di carbonio, la quale esercita una funzione aerodinamica per ridurre al massimo l’interferenza dell’Halo con l’aerodinamica della vettura. 

Attualmente il peso totale di una F1 con il pilota è di 752 Kg. Quando è accaduto l’incidente tra Hamilton e Verstappen. La forza esercitata dalla Red Bull dell’olandese con serbatoio in parte pieno, secondo la dinamica dell’urto, probabilmente è stata poco meno di due tonnellate. Nonostante tutto Lewis ha avuto un piccolo danno al casco provocato dall’urto con la gomma posteriore della RB16B, che gli ha provocato un leggero mal di testa, fortunatamente senza conseguenze. Possiamo notare che l’Halo ha svolto a pieno la sua funzione, salvando la vita di Hamilton. Se fosse stato sistemato qualche centimetro più in alto, il pilota inglese non avrebbe neanche avuto il piccolo contatto con la gomma di Verstappen.

A cura di Stefano Penner