Max Verstappen ha vinto il Gran Premio di Città del Messico, diciottesimo atto del Mondiale F1 2021. Lo spettacolo non è mancato, ma si è limitato al primo chilometro con una bellissima staccata del #33 di Red Bull, abile all’esterno a beffare Hamilton e Bottas. Il risultato finale parla chiaro con il teammate di Sergio Perez, terzo all’arrivo, che ha sempre più il controllo della situazione, un’auto perfetta in tutte le occasioni

Verstappen mostra la propria solidità con una squadra galvanizzata che lo segue in tutte le sue mosse. Mercedes, invece, lotta contro un pilota ‘pensionato’ che ha sbagliato le misure in partenza, ma che obiettivamente non si può contestare dopo averlo elogiato per il successo in quel di Istanbul. Il finnico, così come nessuno di noi, si aspettava quella mossa da parte dell’olandese che all’esterno si è preso un rischio misurato, consapevole di poter usare l’ampia via di fuga in erba presente nell’impianto messicano nelle prime tre curve.

Hamilton lotta, ma non riesce a respingere il rivale di una stagione, mentre la Ferrari si accontenta di definire perfetta una gara in cui ha perso il diretto raffronto con l’AlphaTauri del francese Pierre Gasly, auto sulla carta meno quotata delle due Rosse che in Brasile cercheranno un importante rivincita in una pista oltremodo spettacolare come quella di Interlagos.

 Nel frattempo, settimana prossima, scopriremo il futuro di Antonio Giovinazzi. Non conosco il vostro pensiero, ma credo che correre in una squadra che non ti vuole sia una delle cose più brutte che si possa ricevere. Mi auguro quindi che Giovinazzi possa trovare un futuro glorioso nel mondo dell’endurance visto che si sta per ricreare una nuova era che non ha nulla da invidiare al Mondiale di F1…anzi. Avere la possibilità di correre nella classe regina della 24h di Le Mans è molto meglio che correre per un 10° posto che arriva solo per uno strano allineamento dei pianeti. Alfa Romeo ha le idee ben chiare sul proprio futuro strizzando gli occhi al portafoglio ricco di Zhou, pilota cinese che come molti altri arriva nella massima formula per una via che non si chiama meritocrazia.

Appuntamento in quel di San Paolo dove, tra l’altro, tornerà la Sprint Race.

Articolo a cura di Luca Pellegrini.