La RedBull numero 33 trionfa anche in Messico, con il team che festeggia anche con Sergio Perez, primo messicano ad ottenere il podio nel circuito di casa. Lewis Hamilton sosta sul secondo gradino e vede scappare il giovane rivale a +19 in classifica. Le gare sono sempre meno, ogni errore ed ogni scelta sono decisive. Il primo colpo di scena arriva dai box della Mercedes, con il pilota numero 44 che subirà una penalità di cinque posizioni in griglia di gara per aver sostituito il motore endotermico.

La diciannovesima tappa del Mondiale di F1 2021 ci porta in Brasile per il Formula 1 Heineken Grande Prêmio De São Paulo 2021. Siamo a São Paulo, città più popolosa del Brasile, più precisamente a Interlagos, quartiere che una volta dava il nome anche al circuito, oggi chiamato Autodromo José Pace. Interlagos significa, in portoghese, “tra i laghi”: in questa zona sorgono due laghi artificiali, Guarapiranga e Pillings. Così come in altre piste incontrate nel corso di questo campionato (si pensi, su tutte, a Portimao), anche in Brasile si sale e si scende seguendo la conformazione del terreno. La pista è stretta: sarà dunque fondamentale partire davanti. 4,309 km da percorrere in senso antiorario, con dieci curve a sinistra e cinque a destra: con l’ausilio della foto, analizziamo, in breve, un giro ad Interlagos.

L’iconica curva ad “S” intitolata ad Ayrton Senna si percorre ritardando il primo punto di corda portando la vettura su tutti e tre i cordoli interni per lanciarsi full gas alla Curva del Sol, con il secondo rettilineo che chiude il primo settore.

Lewis Hamilton in uscita di curva 4, in discesa verso la 5 [credit: profilo ufficiale Twitter Formula 1]

Giù in discesa in curva 4 sfruttando il cordolo in uscita, virando verso sinistra così come nel successivo richiamo, con la pista che inizia a stringersi verso le curve 6 e 7, consecutive, dove è importante mantenere al tempo stesso il controllo della trazione e una velocità di percorrenza alta. Curva 8 metterà sotto stress l’anteriore destra con il possibile bloccaggio, mentre il piccolo tornantino del Pinherinho si percorre incollati al cordolo interno. Anche la curva 10 metterà a dura prova l’abilità dei piloti nell’evitare il bloccaggio, con gli avvallamenti e le sconnessioni che caratterizzano tutto il secondo settore e che impediscono la perfetta trazione. Curva 11 si percorre in pieno e ci si prepara alla curva 12, fondamentale per il tempo sul giro: arrivare lunghi qui significa buttare il giro attuale e anche quello successivo. Da curva 12, infatti, ci si lancia in salita verso il traguardo; è utile, dunque, ritardare il punto di corda favorendo la trazione al fine di una maggiore velocità da portarsi su tutto il rettilineo.

Il Brasile ospita la sua gara numero 19: tuttavia, quella di domenica sarà la prima edizione del Gran Premio di San Paolo. Il record in gara è stato siglato da Valtteri Bottas nel 2018 con un 1’10”540. Il finlandese, autore di una partenza rivedibile in Messico, dovrà cercare di aiutare Hamilton nella classifica costruttori. Il britannico, invece, sa che può soltanto vincere per provare ad avvicinarsi a Verstappen, ma la penalità in griglia di certo non aiuterà. Sicuramente farà di tutto per non alzare bandiera bianca proprio qui, dove 13 anni fa vinceva il suo primo mondiale davanti a Massa, così come prima di lui vinsero matematicamente anche Raikkonen (2007) e Alonso (2005 e 2006).

Questo weekend torna l’ultimo appuntamento con la Sprint Race, con i piloti impegnati sabato sera (ora italiana) con una gara di 100 km senza obbligo di cambio gomme. Il risultato finale determinerà lo schieramento della gara ufficiale. Appuntamento alle ore 20:30 di domani con la gara Sprint e a domenica pomeriggio, ore 18:00 italiane, con la prima edizione del Gran Premio di San Paolo.