L’Alfa Romeo ha stupito tutti scendendo in pista a Fiorano svelando la C42, guidata da Valtteri Bottas, con una livrea camuffata per cercare di non fare vedere propriamente tutte le novità tecniche. Il team elvetico presenterà in forma ufficiale la nuova monoposto Domenica 27 Febbraio come da programma, appena subito dopo i test pre-stagionali di Barcellona.

Osservando la parte anteriore notiamo un’ala molto ben lavorata che richiama la filosofia out-wash, con una sezione centrale a cucchiaio molto accentuato e con un piccolo “ricciolo” verso la ruota che ha come scopo quello di creare un canale per incrementare carico ed efficienza aerodinamica, vi è anche la presenza di una bavetta nella paratia laterale trapezoidale con un disegno a esse.

La sospensione anteriore si presenta con lo schema push rod, con il braccio del triangolo superiore molto collocato nella parte più alta della scocca, mentre l’altro è sistemato nella parte più bassa allo scopo di avere un effetto anti dive, il braccio dello sterzo posizionato in basso disallineato con il triangolo inferiore allo scopo di generare del soffiaggio, le bocche dei radiatori appaiono molto grandi e di forma triangolare.

Per quanto riguarda la parte laterale troviamo della pance molto larghe e voluminose, un aspetto interessante che gli sfoghi d’aria calda sono collocati nella parte superiore delle pance senza indirizzarla verso il posteriore, come invece hanno fatto le altre squadre.

La scuderia Elvetica ha dotato la C42 di un Airbox con due prese di alimentazione sperate da un mono-roll bar soluzione sperimentata in passato nel 2018 dalla Alfa Romeo e innovazione portata in pista da Mercedes e Force India. Un particolare molto curioso è il cofano motore molto scavato per aver favorito i lavori di miniaturizzazione della power unit Ferrari. Sotto al cofano notiamo un pavimento di notevole dimensione che ospita un soffiaggio esterno al Canale Venturi davanti alla ruota posteriore; inoltre troviamo anche un deviatore di flusso nella parte laterale del pavimento, con una piccola bavetta poco più avanti.

Analizzando il retrotreno della macchina notiamo la sospensione posteriore che segue lo schema push rod senza seguire la filosofia del Cavallino, infatti il cambio è stato prodotto internamente dalla Sauber, mantenendo l’ingranaggeria di Maranello. Il triangolo posteriore è stato collocato più in alto per avere una funzione aerodinamica. Notiamo anche un’ala con un’ andamento a cucchiaio e, soprattutto vi è la presenza di un Nolder a V nella parte centrale.

I tecnici diretti da Jan Monchaux hanno curato molto bene l’aerodinamica della vettura, co idee molto interessanti e che faranno discutere, perché i nuovi regolamento impongono monoposto con configurazione aerodinamica molto semplice, prive di flap e deviatori di flusso.

di Stefano Penner

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