Durante la prima giornata di test la Red Bull ha svelato la vera RB18, una monoposto spaziale con soluzioni innovative, un progetto che porta la firma del mago dell’aerodinamica Adrian Newey. Andiamo a scoprirla insieme: nella parte anteriore il muso si appoggia sul secondo profilo, il primo ha una forma a cucchiaio presenta lungo e con un foro che potrebbe trattarsi di una sorta di s-duct, in modo da eliminare flussi d’aria che possono creare ristagno, inoltre l’ala anteriore ha gli ultimi flap che si alzano molto al centro come in Mercedes, per incrementare la prestazione aerodinamica, un aspetto interessante è quello delle sospensione, la RB18 presenta uno schema pull rod all’anteriore e push rod al retrotreno.

Lo staff tecnico del team di Milton Keynes ha fatto un lavoro interessante sul fronte sospensivo, per quanto riguarda la sospensione anteriore: troviamo il triangolo che si risulta molto inclinato, con il tirante dello sterzo perfettamente in linea in basso al triangolo inferiore lasciando tanto spazio, da creare ulteriore soffiaggio. Andando nella zona laterale troviamo pance svasate con lo scopo di limitare il blocco aerodinamico, soluzione simile apparsa anche sull’Alpha Tauri; questa configurazione ha lo scopo di separare il flusso che va in quella zona, più precisamente, quella parte indirizzato verso l’esterno delle pance e una parte attorno ad esse. Inoltre il flusso d’aria che investe le side pot sfrutta il concetto dell’effetto Coanda, in maniera da seguire la loro forma fino a giungere nella parte superiore dell’estrattore, successivamente il flusso che passa sopra la pance viene indirizzato nella stessa zona.

Da evidenziare che è stata fatta ricerca aerodinamica molto accurata e non ha caso il capo tecnico si chiama Newey, pertanto con questa configurazione, le pance laterali sono investite da flussi d’ aria con meno turbolenze, traendo un grandissimo vantaggio. La monoposto di Milton Keynes presenta delle scavature sotto le pance che normalmente tutti i team cercano, per cercare efficienza e carico. Possiamo vedere nella parte più bassa delle ondulazioni nel fondo, un’aerodinamica molto sofisticata rispetto a tutte le altre vetture.

La sospensione posteriore si presenta con la schema push rod con il primo braccio del triangolo superiore collocato molto in basso, una caratteristica particolare perché di solito i tiranti rimangono spesso in posizione orizzontale. Il puntone è sistemato all’esterno del triangolo superiore, come nella passata stagione. Un aspetto interessante di questa sospensione è quello di permettere di regolare la barra del rollio con estrema facilità, togliendo la “pelle” del cofano motore, staccando un unico pezzo di dimensioni ridotte, quindi, è molto facile effettuare varie regolazioni di set-up, inoltre la sospensione posteriore è collocata molto indietro rispetto alla scatola del cambio, lavorando non più in trazione ma in compressione, anche in questo caso, vi è un lavoro ben studiato per cercare di rendere la RB18 più competitiva possibile.

L’ala posteriore è sorretta da un mono pilone con un nuovo disegno comprendendo nella stessa struttura anche il DRS. Il beam wing ha una forma diversa dalle altre vetture, ovvero il bordo d’uscita del profilo inferiore va a finire alla stessa altezza del bordo d’uscita del profilo superiore, grazie a una svergolatura molto maggiore creando anche un ulteriore soffiaggio incrementando la prestazione aerodinamica.

Infine la power unti si presenta con la separazione del compressore dal turbo con lo scopo di ottimizzare la distribuzione dei pesi. Possiamo notare che la RB18 è una monoposto tra quelle presente in pista, più innovativa ed estrema, ma gli aggiornamenti non finiscono qui, infatti dai prossimi test in Bahrain e nel GP d’Australia tutte le squadre compresa la Red Bull porteranno ulteriori novità.

di Stefano Penner

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