Il Gran Premio del Messico, come quello degli Stati Uniti, è tornato in calendario dopo due anni di assenza a causa della pandemia Covid e per questo appuntamento la Pirelli ha deciso di adottare le mescole centrali dell’intera gamma C2,C3,C4 ovvero le stesse mescole utilizzate nella gara 2019 (che si è svolta come quest’anno, nel mese di Novembre) e anche due settimane fa ad Austin.

L’Autodromo Hermanos Rodriguez si differenzia parecchio dalla pista americana, offre un asfalto più liscio, due settori stretti e tortuosi e con il lungo rettifilo di partenza con un primo settore decisamente veloce, vi sono anche tre frenate molto impegnative, ma grazie alla grande versatilità delle mescole selezionate, ottimali per la pista messicana. Trovandosi a 2285 metri sul livello del mare, i Team dovranno utilizzare un assetto più carico del solito per compensare la minore deportanza (causata dalla maggior rarefazione dell’aria) che può indurre lo scivolamento della monoposto.

Le dichiarazioni di Mario Isola (Head of F1 e Car Racing Pirelli) “L’altitudine elevata in modo particolare, ma anche la conformazione stessa del circuito generano sempre una serie di soprese, quindi spesso la gara è imprevedibile e ci sono diverse opzioni a livello di strategia. L’ultima volta che abbiamo corso qui, medium e hard sono stati pneumatici su cui i team hanno puntato di più durante la gara ed in base al livello di graining e di scivolamento che potrebbero verificarsi con la soft, quest’anno potrebbe succedere il gap prestazionale tra soft e medium sarà fondamentale per le qualifiche”.

Pressioni minime Anteriore: 19,5 psi

Posteriore 19,5 psi

Angolo Camber: Anteriore -3,50°

Posteriore-2,00°

A cura di Stefano Penner Foto: Wikipedia.