Analizziamo nel dettaglio l’AMR22 che nella giornata odierna debutta in pista per il filming day a Silverstone, guidata da Sebastian Vettel e Lance Stroll. Da notare che è una vettura con l’interasse lungo vicino al limite consentito dal regolamenti di 3600mm, con il motore posizionato parecchio indietro rispetto all’abitacolo, allo scopo di sfruttare il doppio fondo nella parte inferiore delle fiancate.

Le pance si presentano molto grandi, larghe e lunghe, posizionate sopra i due condotti servono per generare l’effetto suolo, in modo da creare un passaggio d’aria tra i tunnel e le pance stesse. Un aspetto interessante da evidenziare che le pance si prolungano fino alla sospensione posteriore, con un piccolo sfogo dell’aria sotto lo scarico principale, inoltre con la linea della cintura molto alta sembrerebbe che vi è l’intenzione di creare una specie di condotto secondario; vicino all’Halo potrebbero essere collocati due sfoghi, in maniera di favorire un minimo di prestazione aerodinamica, pur sempre nel rispetto delle normative tecniche 2022, che impongono monoposto con configurazioni più semplici.

Continuando la nostra analisi, i tecnici Aston Martin diretti da Andrew Green, hanno dotato la nuova monoposto di vistose feritoie a forma di branchie di squalo, posizionate sempre sulle pance, allo scopo di incrementare il riscaldamento del motore e, anche in questo caso cercare un piccolo aumento dell’efficienza aerodinamica verso l’ala posteriore grazie alla minore densità offerta dall’aria calda, che viene smaltita dalla parte posteriore delle feritoie, da evidenziare che queste “branchie” sono dotate anche di una copertura in carbonio che a seconda della tipologia dei tracciati, e dalle diverse temperature che si possono presentare, possono essere ridotte o aggiunte.

Il muso si presenta corto con una forma ad ala di gabbiano, con il secondo elemento con ha una funzione portante, troviamo i due flap supplementari, in cui specialmente l’ultimo, può essere regolabile e riprende la filosofia out-wash: con i flussi d’aria che passano tra la paratia e l’esterno della gomma anteriore, richiamando poi il concetto dell’ala di gabbiano, allo scopo di creare ulteriori vortici.

La sospensione anteriore adotta lo schema push rod, con il puntone che si incastra alla scocca, nella parte più alta dove troviamo il vanity panel. Il triandolo superiore invece, è preceduto con i due elementi che creano un incremento di prestazione aerodinamica, il famoso soffiaggio, inoltre i bracci hanno una funzione aerodinamica per separare i flussi indirizzati ai canali Venturi e quelli destinati al raffreddamento dei radiatori.

Per quanto riguarda le sospensioni posteriori mantengono lo schema push rod, sono sorrette da due piloni ed il profilo principale ha la sezione centrale con il bordo d’entrata che si presenta con un andamento a “cucchiaio” puntando al doppio fondo, una soluzione che al momento lascia presagire dei dubbi.

I freni hanno delle prese d’aria hanno delle configurazioni molto semplici senza avere la funzione aerodinamica che avevano la passata fino alla passata stagione. Infine l’Airbox segue la filosofia Mercedes, il cofano motore è molto profilato con due bombature per il plenum della power unit di Brixworth.

di Stefano Penner

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