Il Gran Premio d’Arabia Saudita ha regalato tanto spettacolo soprattutto senza scorrettezze, a giungere per primo sotto la bandiera a scacchi è stato Max Verstappen seguito subito dietro da un favoloso Charles Leclerc che è stato costretto ad accontentarsi della seconda posizione e del punto addizionale del giro più veloce (1: 31.634), non sufficiente per superare la velocissima RB18. L’olandese campione del mondo ha ingaggiato un bellissimo corpo a corpo con la Ferrari del Monegasco, infatti, la Red Bull avendo una maggior velocità in rettilineo è riuscita cogliere una vittoria importante non solo dal punto di vista sportivo, anche sotto quello morale, considerando il ritiro di entrambe le vetture in Bahrain. Bisogna evidenziare un episodio che forse potrebbe essere stato il momento chiave della Gran Premio, al 49esimo giro a causa del contatto tra Lance Stroll e Alexander Albon, il pilota thailandese della Williams è stato costretto al ritiro peri l danno subito alla ruota anteriore destra, costringendo i meccanici a esporre la bandiera gialla e in quell’attimo Leclerc era in pieno DRS incollato negli scarichi di Verstappen ma per regolamento non ha potuto iniziare il sorpasso. E, proprio in quell’istante che l’olandese del team austriaco ha potuto tirare un sospiro di sollievo per andare a conquistare la prima vittoria stagionale un vero peccato per i tifosi della Rossa, da evidenziare che il monegasco è saldamente in testa al mondiale piloti. Infine, Perez termina sotto il cielo stellato di Jeddah in quarta posizione, cogliendo i primi punti stagionali.

A completare il podio vi è Carlos Sainz con la seconda Ferrari, soddisfatto in generale della gara, ma al tempo stesso un po’ in critico nei confronti della FIA e F1 per non aver ancora ben spiegato: se un pilota esce dalla pit-lane e transita per primo sulla linea che ne determina la fine, ha il diritto di precedenza, l’avversario in caso di sorpasso deve restituire la posizione, come nel caso del messicano di casa Red Bull Sergio Perez. Successivamente Checo ha lasciato passare lo spagnolo della Rossa alla ripartenza della gara, dopo il regime di safety car utile per rimuovere la monoposto danneggiata di Nicolas Latifi.

Continuano i problemi per l’Aston Martin con entrambi i piloti fuori dalla zona punti con Nico Hulkenberg che ha concluso in dodicesima posizione seguito da Lance Stroll in dodicesima. E’ staot una gara dolce amara per il team Mclaren che da un lato ha potuto consolarsi per il settimo posto di Lando Norris, invece devono fare i conti con il problema tecnico che ha fermato Daniel Ricciardo a pochi metri dall’ingresso della pit-lane, deludenti le Williams con il ritiro di entrambe le monoposto per incidenti senza conseguenze per i piloti.

Anche l’Alfa Romeo Sauber non è stata costretta a ritirare Valtteri Bottas per un guasto alla power unit Ferrari, un peccato per il finnico che sicuramente poteva concludere in zona punti, invece, è stata una corsa impegnativa per Guanyu Zhou giungendo in undicesima posizione, alle prese con qualche difficoltà nel interpretare al meglio le caratteristiche della pista di Jeddah. Ben figura la Haas, che grazie a Kevin Magnussen è riuscito a portare al team con il nono posto terminando davanti a Lewis Hamilton.

Nonostante tutto la Mercedes è riuscita la limitare i danni, con il sesta posizione conquistata da George Russell e la decima del sette volte iridato. E’ evidente che le frecce d’argento sono carenti sotto ogni aspetto; attualmente è presto per fare conclusioni affrettate, sicuramente entro qualche gara il team di Brackley porterà delle soluzioni alternative per risolvere questo calo di prestazioni, qualora non fosse possibile, dovranno pensare ad accontentarsi a conquistare piazzamenti e qualche podio occasionale e, pensare direttamente alla vettura del prossimo anno. Beh anche loro sono umani, come tutti del resto .

Per quanto riguarda la Alpine Ocon e Alonso hanno regalato delle belle emozioni, con sorpassi a non finire molto al limite della correttezza; sicuramente non si è divertito più di tanto il team principal Otmar Szafnauer perché avendo in quel frangente entrambe le macchine rispettivamente al sesto e settimo posto, sarebbero stati punti importanti in ottica costruttori. Ma ad un certo punto, lo spagnolo è si è dovuto ritirare apparentemente a causa di un guasto al cambio. Mentre il francese, ha colto comunque un risultato importante per la squadra concludendo in sesta piazza.

Ancora difficoltà per l’Alpha Tauri alle prese, con il ritiro a causa di un problema al motore Red Bull Power Train, durante il giro di ricognizione per schierarsi sulla griglia, praticamente non la sua corsa è iniziata ancora prima di iniziare. La gara è andata bene per il compagno Pierre Gasly che è riuscito a conquistare l’ottava posizione.

Dobbiamo fare i complimenti alla FIA e a F1 per aver realizzato un regolamento, che ha permesso di costruire monoposto efficienti e soprattutto che stanno regalando tantissime battaglie tenendo desta l’attenzione del pubblico dal primo all’ultimo giro.

Di Stefano Penner

Foto: Oracle Red Bull Racing Twitter.